Sei soddisfatto del funzionamento degli uffici comunali di Maiori e della qualità dei servizi pubblici?

giovedì 10 settembre 2009

Settembre

Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare” (Gabriele D’Annunzio, "I Pastori"). Leggevo questa poesia quasi per caso, l’avevo quasi dimenticata perché la studiai alle scuole elementari, quando ero poco più che un poppante. Ebbene, settembre: un velo di tristezza riveste l’aria, raffreddata dai primi venticelli. Maiori si svuota, la stagione estiva volge al termine (anche se c’è chi si lamenta perché non è mai iniziata). Sta per cominciare l’autunno, stagione di quiete, che quest’anno si preannuncia più che mai accesa. Forse il caldo ha un po’ indebolito il pugno che mantiene la mia penna, forse è arrivato alla testa ed ha mutato il mio modo di approcciare alle cose. Scrivo questo post da pensatore tranquillo e dimesso, mi pongo domande così, ad alta voce, condividendole con i miei quattro fedeli (spero) lettori. I recenti fatti accaduti a Maiori hanno dato il via (con largo anticipo) alla campagna elettorale del prossimo anno. Ieri ho visto per strada il manifesto del signor Peppino Di Lieto, una delle menti più brillanti di Maiori, sicuramente più in mostra del sottoscritto che di strada da percorrere ne ha davvero tanta. Mi ha un attimo attratto quel suo invito a pensare al dopo “Stefano & C”, ovvero al futuro di Maiori per il prossimo anno. Circolano in questi giorni notizie, va di moda già da un pezzo il “toto-sindaco”. Ognuno esprime la sua ricetta, a suo modo, con quel pizzico di sapere popolare che mai guasta. Mi è difficile tante volte parlare con la gente, forse per la mia età, che di fatto mi rende difficile poter dialogare con persone anagraficamente più grandi di me. Ma in ogni discussione cerco di capire cosa è che manca in questo paese, perché c’è sempre quel filo di rassegnazione che fa della tornata elettorale una normale routine che prevede il mero passaggio (o conferma) di poteri fra amministratori, amici e clientele (senza offesa per nessuno, ma è un parere moooolto diffuso). Sono rammaricato nell’osservare che latita un sentimento che dovrebbe fare da padrone in vista di un appuntamento come questo che si avvicina: l’entusiasmo. Come fare, del resto, a non dare ragione a chi di entusiasmo non ne ha più. Vanno di moda solo e sempre gli stessi nomi, le stesse facce lavate, stirate, asciugate, riciclate: come fare a dare fiducia ad una classe politica consumata e priva di appeal? La risposta che do a questa domanda molto comune è semplice: rinnovamento. Rinnovamento vuol dire partire dagli errori del passato, dai fallimenti, dai passi falsi, per fare meglio, o quanto meno per provarci con persone nuove, con idee diverse. Mai mandare all’ospizio la vecchia guardia, la vecchiaia porta sempre saggezza, ma per cambiare rotta è più che evidente che occorre costruire un qualcosa di differente da quanto visto finora. Gli unici in grado di fare questo sono i giovani, le principali vittime del malgoverno dei decenni passati. Perché se in tanti partono o restano qui malvolentieri, la colpa è solo di chi li (ci) ha preceduti. L’unico metodo per cambiare le cose, cari miei quattro lettori, è farsi avanti, senza paura, senza remore: “Nessuno è nato sindaco”, dice Peppino nel suo manifesto. E’ così: non si nasce assessori, consiglieri, ma lo si può diventare. In questo mio post voglio rivolgermi ai giovani che lo leggono: non vi fa rabbia che il vostro paese sia caduto in uno stato di degrado permanente? Avete voglia di cambiare le cose con irruenza? Sono sicuro di si. Bene, se condividete quanto scritto da me, vi invito a commentare questo intervento, a scrivermi (ci sono i miei indirizzi e-mail nella barra a destra di questo blog), ad iscrivervi al gruppo “La Maiori che vorrei” su Facebook (Clicca qui per accedere al gruppo).

Pubblico questo intervento non con la presunzione di chi vuol farsi catalizzatore di idee, francamente penso di essere l’ultima persona per poterlo fare, ma semplicemente per invitare tutti a vivere e a battersi per le cose che davvero si amano. Non so quante persone apprezzeranno questa mia riflessione a voce alta, ma spero che a qualcuno arrivi il mio messaggio. Come diceva Giovanni Falcone, “Il coraggioso muore una volta, il codardo cento volte al giorno”: aspetto commenti da una schiera di cittadini coraggiosi, i codardi lasciamoli morire nella loro indifferenza.

sabato 8 agosto 2009

Follie di mezza estate…

Breve premessa. Avevo detto, nel post precedente, che in questi giorni di festa avrei mantenuto una certa moderazione. L'ultimo manifesto comparso stamane, firmato dal sindaco di Maiori, mi ha costretto a riprendere la penna. Spero possiate capire e condividere.


E’ passato un bel po’ di tempo da “Stasera parlo io” e finalmente si è tornata a sentire la voce del padrone-fantasma. Dopo che la guardia di finanza ha messo sottosequestro il Solarium, costruito maldestramente e senza nemmeno l’ombra di un progetto serio, dopo l’ingiusto accantonamento della proposta del Comitato Sporting Beach Club per Maiori, dopo la nascita nello stesso posto di clone del lido situato accanto allo stabilimento delle Suore Domenicane, mentre i suoi consiglieri obbediscono, inghiottiscono bocconi amari e tirano avanti, auspicando in un futuro libero dal vassallaggio (ci sta anche chi si accontenta delle briciole!), Lei, Signor Stefano Della Pietra, che a Maiori ci vive circa dieci giorni su trecentosessantacinque, che da Maiori ricava solamente gli utili dei capitali investiti, fra l’altro non per Sua iniziativa, ma per intuizione dei suoi avi, torna a parlare con l’arroganza di chi pensa di essere il proprietario del suo bel giocattolo. Con quale coraggio definisce RIDICOLI i suoi oppositori, a partire dal capogruppo di minoranza, il più strenuo di costoro? Un insulto davvero di basso livello, sferrato da chi crede di saper fare politica, da chi, se avesse avuto un minimo di capacità, invece di fallire miseramente ed “accontentarsi” (a discapito dei cittadini) della fascia tricolore di Maiori, avrebbe potuto e dovuto sedere altrove. Un gesto, questo, che fa riflettere sullo status di vacatio mentis in cui staziona.

RIDICOLO ci sarà Lei, Signor Sindaco, che accusa in maniera becera chi non condivide le sue azioni. RIDICOLO è credere che esiste solo il proprio pensiero, RIDICOLO è colui che, senza alcun elemento utile alla propria difesa, crede di far paura all’avversario con un colpo basso di pessimo gusto. RIDICOLO è il tentativo di svendere la scuola per edificarvi un parcheggio, RIDICOLA è la privatizzazione di ogni pezzetto di spiaggia che ha reso inaccessibile il più ampio litorale della Costa, RIDICOLO è Lei, che in dieci anni di amministrazione ha lasciato Maiori in balìa dei Suoi fidati collaboratori, che non hanno fatto altro che tirare acqua ai propri mulini. RIDICOLO è il Suo atteggiamento da “padre padrone” che rimprovera i “figli-schiavi” ricorrendo a parole di disprezzo. RIDICOLO è pensare che questo paese, caduto in basso grazie al suo completo ed evidente disinteresse, sia abitato da tanti stupidi che abboccano alle Sue sterili ed inutili chiacchiere. RIDICOLO è pensare di affossare l’operato di chi, con amore e dedizione, spera nella rinascita di Maiori attraverso la democrazia, la giustizia, la solidarietà. RIDICOLO è il suo atteggiamento da bambino capriccioso e viziato, che spara a zero su tutto e su tutti, incurante di quella che è la realtà che vede tante famiglie in difficoltà per via del lavoro che latita, giovani costretti ad emigrare per via dell’assenza di prospettive, cittadini che richiedono assistenza o semplicemente quei servizi basilari che vengono erogati a singhiozzo e, in alcuni casi, in maniera semi-clientelare e discutibile.

Nel suo manifesto parla di Maiori. Ma in questi ultimi tempi, a pochi giorni dal Ferragosto, ha trovato il tempo per farsi una passeggiata? Il turismo, grazie al suo RIDICOLO modo di amministrare, fatica a dare lavoro ai cittadini, i vigili sono costretti a rimpinguare le casse dissestate del comune facendo multe anche alle mosche che sostano fuori dalle strisce, un desolante ed opprimente sconforto si legge nel volto e nei cuori dei Maioresi. La sera, calato il sole, si respira una gelida desolazione, malgrado siamo in agosto ed il termometro segna costantemente i 30°.

Come definirebbe questo ingiusto regresso? RIDICOLO forse?

venerdì 31 luglio 2009

Arriva Agosto, Maiori vive e spera..

Cari miei quattro lettori, il post di oggi vuole essere una sorta di “riflessione ad alta voce”, ho voluto pubblicare una serie di pensieri che mi frullavano per la testa, e li ho messi giù di getto, quasi a captare, attraverso la tastiera, gli input del cervello. Mi scuso se il discorso può non apparire chiaro ed omogeneo, ma spero che possiate apprezzare l’originalità di questo intervento, che si dissocia, nella forma, da quelli precedenti.

Oggi finisce il mese di luglio, Maiori è vuota per via del c.d. “cambio” che avviene fra i vacanzieri. Una fetta di estate 2009 ormai è volata via, portando con sé polemiche, paure, ansie, stress e tante altre cose che, seppur facenti parti della storia di ogni singolo individuo, assumono un valore quasi universale se proiettate in uno spazio più grande come può essere un blog come questo (e come tanti altri anche migliori). Come da routine, Agosto apre le porte ai Maioresi che lavorano al Nord e ad altri turisti che, forse ormai solo per tradizione, decidono di passare il Ferragosto in Costiera. Gli imprenditori di Maiori, che fino ad ora hanno sofferto un’estate ancora una volta deludente, si preparano per questi giorni di più intenso lavoro, è l’intero paese che spera di rifiatare almeno nel periodo che, un po’ per tutti, segna il clou dell’estate: la festa patronale è qualcosa in più di un semplice avvenimento religioso (fosse solo circoscritto a questo, probabilmente anche il 15 di agosto le chiese sarebbero semideserte come accade spesso). Il 15 agosto, alias “A Maronn”, rende tutti un po’ più felici, accresce nel subconscio di ogni Maiorese una dolce attesa, dal bambino che aspetta di frugare fra le bancarelle il suo nuovo giocattolo (ah, dimenticavo, hanno proibito anche quelle), alla vecchia signora che aspetta di prostrarsi ai piedi della Santa Patrona, passando per l’imprenditore che spera in un buon guadagno e per il giovane che aspetta di trovare l’amore sotto l’ombrellone o sul lungomare, nelle calde notti di agosto. Abbiamo analizzato e commentato a lungo, nei post precedenti, lo stato di abbandono in cui versa Maiori, sono state sviscerate le prepotenze di alcuni pseudo amministratori ed è stato anche, in ultimo, lanciato un appello, ad i cittadini onesti, a non obliare le magagne passate ed attuali. Abbiamo registrato, su questo blog ed attraverso altri strumenti multimediali, l’intreccio fra apatia, purtroppo di molti, e di avidità di potere, di pochi. E’ stata messa a nudo la mancanza di fiducia e di speranza, sia nei quarantenni, che nei ventenni, ed è stato più volte ricordato, seppur implicitamente, tramite questo blog, che “volere è potere” e che nulla è destinato a rimanere immutato per sempre. In questi mesi ho cercato di dare spazio ai vari problemi di Maiori e dell’Italia: l’ho fatto, forse, con irruenza, con spregiudicatezza, spinto dall’immenso amore per le cose belle come la giustizia, l’uguaglianza, la libertà dell’informazione, la sana e corretta gestione della cosa pubblica. Ho forse dato poca importanza alle tradizioni, alla cultura popolare: proprio ora, mentre penso al mese che verrà, mi viene in mente la festa, già citata sopra, penso a quel tradizionale ripetersi di fatti, di volti e di usanze che, sebbene possa apparire ripetitivo, trova ogni anno quel qualcosa di diverso ed offre, ad ognuno, una piccola speranza. Speranza è illusione e le illusioni, come sostengono pareri illustri, danno un senso al nulla. Non vorrei divagare in discorsi filosofici (non ho fatto studi adeguati e non ho conoscenze adatte in materia) ma mi sorge spontanea una considerazione: in un paese come Maiori, dove la speranza tante volte soccombe di fronte al deleterio “savoir faire” di pochi, ci sono cose che riescono ancora a rievocare questo sentimento. La festa patronale, anche per coloro che come me non credono o hanno smesso di credere, riesce ad infondere una linfa positiva che in altri momenti è difficile toccare. Per questo motivo, in questa prima metà di agosto, calcherò di meno con la mia penna, forse per poter meglio respirare e saggiare il mescolarsi di sacro e profano, di tradizione e di cultura popolare. Ci sono valori, eventi e sentimenti che tutti sono tenuti a condividere. Abbiamo distrutto tante cose belle e ne faremo fuori ancora tante altre in futuro, ma mai potremo sostituire o eliminare tradizioni graniticamente consolidate.

sabato 25 luglio 2009

Io propongo, tu respingi, ella auspica, loro obliano

Qualche mese fa una equipe di professionisti impegnati nel settore sportivo costituiva un comitato denominato “Sporting Beach per Maiori”, con lo scopo di munire la nostra ridente cittadina di una struttura attrezzata per lo svolgimento di attività sportive su spiaggia. Il tratto scelto era quello adiacente al porto turistico che giaceva in uno stato di semi abbandono. Paolo Sgandurra, Francesco Senatore e Cristiana Amatruda avevano infatti individuato, nel loro paese, il luogo ideale per lanciare una nuova proposta che avrebbe consentito, secondo il progetto da loro redatto, di creare un centro di notevole richiamo, sia per gli abitanti del posto, che per i vacanzieri. L’idea imprenditoriale prevedeva, inoltre, notevoli flussi verso Maiori, che sarebbe stato lo scenario ideale per lo svolgimento di tornei su scala nazionale. Uno sforzo minimo, quello richiesto al comune, a cui sarebbe spettato solo di avallare, concedendo cifre per nulla proibitive e lasciando agli stessi propositori il compito di reperire capitali e la gestione dell’impianto. Una proposta finalmente seria che, in un paese con un minimo di decenza, sarebbe potuta essere condivisa da tutte le forze politiche. Nei paesi normali, infatti, i consiglieri comunali, i sindaci, gli assessori, sono sempre aperti alle nuove istanze, soprattutto se provengono da quella cittadinanza attiva, vero motore della società. Già, questo avviene nei paesi normali, dove gli interessi di chi gestisce la Cosa Pubblica non colludono con altri interessi privati. Il caso ha voluto che a Maiori, proprio in quel tratto di spiaggia, un noto membro dell’amministrazione avesse intenzione di creare, con un suo stretto parente, un qualcosa di simile a quanto già strappato a prezzi popolari dall’altra parte della spiaggia. La sola opposizione, in Consiglio Comunale, ha appoggiato la proposta, tanto da parlarne anche in una manifestazione pubblica tenutasi in seguito. In quella seduta del consiglio, dopo un attento “esame” precedente, l’amministrazione bocciava il progetto del comitato, dichiarando che questo non era conforme al format turistico che avevano previsto e che, inoltre, una struttura del genere avrebbe destabilizzato questa causa. Oltre alla opposizione che, come già detto, si facev sentire, per il resto, silenzio tombale, fatta eccezione per un gruppo di giovani futuristi che manifestavano a modo loro il proprio disappunto. Anche tutti coloro che, come vecchi orsi, stavano cominciando a venir fuori dal letargo nella speranza di conquistare la fascia tricolore, ignoravano questa vicenda, ritenuta forse poco importante. Intanto, qualche tempo dopo, nello stesso tratto di spiaggia, scoppiava una rissa che destabilizzava la quiete del paese: tutti ad allarmarsi, a scrivere (soprattutto su face book), ma le solite chiacchiere. Intanto, sempre in quel tratto, pochissimi giorni fa, partivano i lavori per la costruzione di un parco giochi che, si immagina, a breve, sarà fotocopia, integrazione o che si voglia dire, del mini club ubicato in prossimità di Costa d’Angolo. Tutto ciò mentre l’estate, l’ennesima estate disastrosa, volge al termine e l’economia locale, in evidente affanno, non ha ancora avuto un briciolo di risposte dalle istituzioni, impegnate a fare altro, a fare non si sa cosa. Ancora una volta la professionalità e la buona volontà si arrendono di fronte agli affarucci in corso d’opera.

A Maiori, dopo ormai circa dieci anni di monopolio di una sola e ristretta “casta” (intervallati da una fallimentare amministrazione durata otto mesi) ogni idea brillante, nuova, ma non direttamente implicata con i “circuiti del potere”, finisce per soccombere in maniera inesorabile. Il buon cittadino propone, il sovrano respinge, la (i) vassalla(i) auspica(no), i servi della gleba obliano: loro, ma i Maioresi onesti no!

PS: passaparola!

domenica 19 luglio 2009

Uffici pubblici e servizi comunali

Mi rivolgo, in questo post, a tutti i cittadini di Maiori. Lo faccio direttamente dal mio blog, dopo un breve periodo di silenzio . Si è discusso molto, in questi ultimi tempi, della qualità della vita di Maiori, un paese, purtroppo, in un evidente stato di decadenza politica, economica e morale. L'ultimo campanello di allarme è relativo alla sicurezza: è nota a tutti la rissa scoppiata qualche giorno fa in spiaggia, che ha causato non pochi allarmi ed ha destato la più profonda indignazione dei cittadini, che, oltre a vedere emergere alcune piccole "caste" di potere formatesi intorno alla classe dirigente locale, ora subiscono pure il disturbo di persone che, in una cittadina che si affaccia su uno squarcio di Costa di bellezza più unica che rara, non dovrebbero nemmeno venirci. Lascio ad altri le conclusioni politiche su questo episodio (io stesso mi sono espresso in più occasioni sui noti gruppi di facebook) e lancio una provocazione tesa ad allargare il raggio del dibattito cittadino: sarebbe interessante un attimo fare il punto sul funzionamento degli uffici pubblici e sulla qualità dei servizi erogati dal comune. Questa idea non parte direttamente da me, ma dal caro amico Luigi Ferrara, che ringrazio per avermi ispirato. Il malcontento si tocca con mano, ma è corretto, per ogni aspirante amministratore, rilevare statisticamente sia l'efficienza della pubblica amministrazione (parlo sempre di quella comunale), sia il livello dei servizi pubblici. Si pensa di sottoporre un questionario, sia ai cittadini, che ai turisti. Io intendo cominciare, per primo, questa importante opera di ricerca. Non potendo rivolgermi direttamente ai turisti, ho preparato nella home del blog un sondaggio indirizzato a tutti i Maioresi. Mi attiverò, prossimamente, nel rendere la cosa più "concreta", dato che un sondaggio su internet, non è sempre indicativo al 100%. Mi auguro di riscontrare una grande partecipazione.

domenica 5 luglio 2009

L'Italia apre le porte al mondo: arrivano i leader del G8


Ci siamo ormai, sta per partire il g8 all’Aquila. L’Italia, per qualche giorno, sarà sotto tutti i riflettori del pianeta: la scelta, estremamente demagogica, di portare il summit in un posto dove ci sono ben altri problemi, sicuramente comporterà disagi (Tutti immaginano il caffè di Obama che si rovescia perché alle tre del pomeriggio si registra una scossa, oppure la Merkel che chiede a Berlusconi a che punto è la ricostruzione e cosa sta facendo il governo italiano, e quest’ultimo magari le fa un cucù e dice “Ottimismo, come si dice in tedesco?”). I No Global non mancheranno, e sicuramente anche i cittadini abruzzesi, quelli che, per intenderci, vivono nelle tendopoli e solo per sentito dire avranno una casa a settembre (domani diventa ottobre, poi Bertolaso dichiara dicembre, poi torna Berlusconi e dice novembre, poi Iddio scende dal cielo e ricostruisce l’Aquila in tre giorni): insomma, sicuramente ci sarà molto lavoro per le forze dell’ordine. Certo, chissà quante volte ci si chiederà che senso aveva portare un summit internazionale all’Aquila, a mettere ancor più in allerta persone che hanno perso tutto e che dalla politica, più che chiacchiere e demagogia, vogliono fatti concreti.

L’Italia si siederà al tavolo del G8 dopo mesi di polemiche della stampa internazionale sul suo Presidente del Consiglio (caso Mills, Puttanopoli, Noemi, le inchieste sulla sanità a Bari, etc), dopo che quest’ultimo nulla ha fatto per dimostrare, in primis ai suoi elettori, ed in secondo luogo al mondo intero, la sua innocenza (cosa, questa, alquanto difficile). Il Bel Paese si accomoda al tavolo con una serie di problemi grossi: una crisi economica che fa scendere il Pil del 2,1 % (1,9% la media UE, ma Berlusconi dice di essere ottimista e tappa la bocca a Tremonti quando cerca di far passare qualche verità), con un tentativo di riforma della giustizia abilmente bloccato da Napolitano (un presidente esemplare, ultimo vessillo in grado di difendere la Costituzione, dopo che i giudici della Corte Costituzionale hanno preso ad organizzare cenette con i governanti), con la disoccupazione che cresce, il precariato diffusissimo, una scuola fatiscente e pronta a subire nuovi danni, con un debito pubblico che aumenta. Una situazione, questa, tutt’altro positiva che non lascia ben sperare. Mentre gli altri Stati civili si stanno occupando di cose serie (vedi l’America di Obama che riduce l’inquinamento industriale, che riforma la sanità ed aumenta in maniera decisa l’intervento dello stato nell’economia, sintomo di un bisogno di Welfare State innegabile) in Italia il governo pensa a concedere l’impunità al Presidente del Consiglio (che altrimenti dovrebbe rispondere in sede giudiziaria di decine di capi di imputazione), a tappare la bocca ai pochi media che non sono ancora stati comprati da Berlusconi, a tagliare fondi all’Istruzione e alla ricerca, così che quei pochi cervelli buoni che sono rimasti o vanno a fare i muratori o fanno le valigie, a gettare il fumo negli occhi della gente con finti incentivi ed aiuti di cui usufruiscono solo i miserabili (per miserabile intendo chi ha un reddito inferiore ai 5 mila euro annui circa, praticamente una percentuale residuale della popolazione), agli evasori fiscali ed ai ricchi. Insomma, in un clima di incertezza, con una parabola discendente in ogni campo (tanto che addirittura alcuni big pare paventino, sotto sotto, l’ipotesi di invitare, ai prossimi g8, la Spagna invece che l’Italia) l’Italia si prepara ad ospitare questo G8 che, si spera, possa fornire qualche indicazione concreta su quella che sarà l’evoluzione della società globale nei prossimi anni.

mercoledì 1 luglio 2009

Mazzella non è imparziale, si dimetta immediatamente

Ormai tutti sanno della cena di Berlusconi, del ministro Alfano e dell'immancabile Letta a casa del giudice della Corte Costituzionale Luigi Mazzella. Costui, insieme ad altri giudici, sarà chiamato in autunno a pronunciarsi sui dubbi di costituzionalità sollevati sul Lodo Alfano, la legge che permette a Berlusconi di non rispondere in sede giudiziaria di tutti i reati a lui imputati (non ultimo il processo Mills, che ha dichiarato che Berlusconi è il corruttore di Mills, ma nessuno può toccarlo perchè si è fatto una legge ad personam). In questi giorni, questo simpatico giudice, ha dichiarato che inviterebbe ancora Berlusconi a cena e ha reso pubblica la loro lunga amicizia. Ha così, in pratica, rivelato che non è terzo rispetto alla questione in base alla quale sarà chiamato a giudicare. Per questo ho creato su Facebook un gruppo per chiedere le dimissioni di questo giudice di parte. Invito tutti ad iscriversi
Con questo gruppo, nel mio piccolo, voglio sollecitare tutti i miei lettori del rischio a cui è esposto uno degli organi essenziali della nostra democrazia, quella Corte Costituzionale che deve essere una garanzia per tutti i cittadini. Probabilmente scriverò, prossimamente, anche al Presidente della Repubblica per chiedere un intervento. Anche questa iniziativa, chiaramente, sarà simbolica, anche se penso che, se tutti ci impegnassimo simbolicamente, portando varie gocce nel grande oceano della società, qualcosa potrebbe muoversi. Speriamo in bene. Passaparola!